Grotti

Prodotti tipici

Tutti al grotto! È l’invitante passaparola delle calde serate estive, quando si cerca una boccata d’aria fresca. In Ticino “grotto” è sinonimo di relax, di cucina casalinga, di polenta, salumi, formaggi d'alpe e vino gustati all’aperto. Un campo di bocce, magari il suono di una fisarmonica. Un Ticino caro ai turisti, ma anche autentico e radicato. Ai grotti pubblici si affiancano quelli privati. Mendrisio ne ospita un intero quartiere, così come Giornico e Cevio. L’itinerario proposto porta a Cama (GR) dove, ai confini del nostro cantone, è stato recuperato un intero nucleo di grotti.

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Grotti privati e pubblici


Cantina, grotto, canvetto. Sono ambienti costruiti in passato per conservare vino o cibi, qualche volta ricavati dalla roccia, situati sempre in zone fresche e ombrose, spesso discosti dagli abitati, ai limiti del bosco o in riva a fiumi o torrenti. Alcuni sono rimasti legati all’uso primitivo, custodendo vini, salumi, formaggi e in qualche occasione facendo da cornice a riunioni conviviali private. Altri con il tempo hanno assunto carattere pubblico e sono diventati ritrovi dove, in un ambiente rustico e informale, si servono cibi e prodotti locali. Aperti solitamente da marzo a fine ottobre, i grotti sono apprezzati nella bella stagione perché danno la possibilità di gustare le specialità regionali all’aperto.

Itinerario: Grotti di Cama (2h, vedi cartina)


Sono quarantasei e formano un nucleo compatto. Sono i grotti di Cama, villaggio del Grigioni italiano a 17 chilometri da Bellinzona, facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici. Immersi in un bosco di castagni, affondano sicuramente le loro radici nei secoli passati. Forse le origini di queste cantine-dispense si possono far risalire all’introduzione della vite nel territorio, e quindi all’epoca romana. Vi si conservavano vini, formaggi, salumi, frutta e verdura e anche il latte in attesa della lavorazione. Situati tutti sulla sponda destra del fiume, hanno conformazioni di vari tipi: alcuni sono completamente interrati, altri sono semplici costruzioni con tetto a due falde, altri ancora presentano un piano superiore.

Per sottrarre queste interessanti strutture al progressivo abbandono, nel 2004 è stata istituita una fondazione che, dopo anni di ricerche storiche e di restauri, nel 2009 ha consegnato alla popolazione e ai visitatori un nucleo recuperato e arricchito da un percorso didattico, corredato di tavole esplicative.

L’itinerario porta, attraverso un antico sentiero, verso il nucleo medievale di Cama, dove si trova anche la chiesa dedicata a San Maurizio, documentata dal 1219, dietro alla quale si coltivano numerosi vigneti. La frana preistorica con i suoi grandi massi è ben presto visibile e così i grotti, che sono per la maggior parte privati.

La ricerca, che ha preceduto i lavori di recupero edilizio, ha messo in evidenza come i grotti si trovino spesso su territori creati da frane preistoriche, in presenza di uno spiffero d’aria fresca che corre tra gli anfratti della montagna negli spazi tra un macigno e l’altro. Quello stesso spiffero che si sente ancora oggi, mettendo una mano davanti alle aperture di un grotto, e che mantiene la temperatura del cantinotto costante tutto l’anno, tra i 3 e i 12 gradi.

Sono due i grotti aperti al pubblico: il Grotto del Paulin e il Grotto Milesi-Belloli. Il primo appartiene da generazioni alla famiglia Prandi. Il grotto Milesi-Belloli è anch’esso di lunga tradizione. In questi due grotti si possono gustare salumi nostrani e il tipico prosciutto crudo della Mesolcina. Durante l'estate vengono proposti anche piatti della tradizione: polenta, coniglio, capretto e formaggini freschi, formaggi stagionati nella frescura delle cantine. In autunno si servono invece piatti e specialità a base di selvaggina e vini della Svizzera Italiana.

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