Castagne

Prodotti tipici

In Ticino le castagne sono state per secoli uno dei pilastri dell’alimentazione contadina. La loro raccolta coinvolgeva tutta la comunità ed era un momento importante perché garantiva la sussistenza per buona parte dell’anno: i preziosi frutti si consumavano freschi ma si conservavano anche per molti mesi, grazie all’essiccazione. Oggi la castagna ha un ruolo marginale nell’alimentazione ma si riscoprono tradizioni, ricette e territori ad essa legati. Le selve castanili diventano attrazioni turistiche, si fa l’inventario dei castagni monumentali, si creano nuove specialità gastronomiche.

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Le castagne nel mondo contadino ticinese


Nel mondo rurale, quale era il Ticino dei secoli scorsi, la castagna costituiva uno dei pilastri dell’alimentazione. Fin verso la metà del Novecento le castagne si consumavano anche due volte al giorno, soprattutto durante la stagione invernale. Dopo la raccolta, a fine autunno, si mangiavano lessate o arrostite sul fuoco. Una buona parte veniva però essiccata nel metato (la “grà” o “graa” - vedi più avanti) in modo da poterle conservare per parecchi mesi, o macinare per ottenere farina.
Dell’albero di castagno, che cresce fin verso i 1000 metri di altitudine in zone soleggiate, si usava tutto: le foglie secche servivano come lettiera per le bestie in stalla, il legno come prezioso combustibile ma anche come materiale di costruzione (pali di sostegno, mobili, attrezzi), il frutto, data la sua relativamente facile conservazione, come scorta alimentare. Le selve castanili rappresentavano un bene prezioso e venivano curate secondo precisi regolamenti comunali e patriziali. Si piantavano varietà diverse di castagni in modo da avere frutti con caratteristiche particolari: primaticce, adatte alla conservazione, ecc.
Dal Ticino partivano i “maronatt” che durante la stagione invernale vendevano le castagne per le strade nelle città d’Italia e di Francia.

La castagna oggi


Con i cambiamenti socio-economici del secolo scorso, il graduale abbandono delle attività agropastorali e lo spopolamento delle valli, anche il ruolo del castagno e delle castagne è mutato. Oggi si riconosce che l’albero del pane, così veniva chiamato per la sua importanza, è stato determinante per la civiltà contadina dei secoli scorsi e si cerca di valorizzarlo come tassello della storia locale.
Nel 1999 è nata l’Associazione dei castanicoltori della Svizzera Italiana con l’intento di far conoscere la storia, la cultura, i metodi di coltivazione, il consumo e lo smercio della castagna e del castagno, nonché di organizzarne la raccolta.
Si sta inoltre procedendo all’inventario dei castagni monumentali e al recupero di alcune selve castanili. Sono stati creati degli itinerari turistici quali il “sentiero del castagno” nel Malcantone e il “sentée da l’albur” nel Mendrisiotto.
Ogni anno la castagna ha un posto importante nelle rassegne gastronomiche autunnali e si studiano nuovi prodotti a base di castagne (birra, flakes, marrons glacés, tagliatelle, farina, liquori, miele). Turisti e popolazione locale si incontrano in ottobre-novembre per le tradizionali castagnate in piazza (Ascona, in Valle di Muggio e altre località).

Il carico della “grà”


In alcuni comuni, ad autunno inoltrato, si può assistere al carico della “grà”. Nella costruzione adibita a questo scopo, le castagne sono sistemate su un graticcio sotto il quale viene acceso un fuoco continuamente alimentato durante alcune settimane, che permette ai frutti di seccare lentamente per poter essere poi conservati a lungo.
Negli ultimi anni questa attività tradizionale è stata proposta in Vallemaggia (a Moghegno), in Valle di Muggio (Cabbio), nel Malcantone (Vezio).

Itinerario: Il sentiero del castagno nel Malcantone (5h, vedi cartina)


Questo itinerario tematico nelle selve castanili dell’Alto Malcantone si snoda a 700-850 metri di altitudine tra i villaggi di Arosio, Mugena, Vezio, Fescoggia e Breno. Il percorso, lungo poco meno di 15 km, non presenta difficoltà e richiede circa 5 ore di cammino, ma può essere abbreviato. È percorribile tutto l’anno, con partenza possibile da ogni villaggio.
Oltre a camminare in un ambiente naturale e paesaggistico molto piacevole, l’escursionista può ammirare le caratteristiche architettoniche degli abitati malcantonesi e, grazie ai pannelli didattici posti sul tragitto, conoscere alcune particolarità delle numerose varietà del castagno e della sua coltivazione.
Sul percorso si trovano anche edifici civili e religiosi notevoli, quali la chiesa di San Michele ad Arosio (meridiana del ‘600, affreschi di Antonio da Tradate del ‘500), il metato tra Mugena e Vezio, le tracce di una “carbonaia”.
Il prospetto con le indicazioni può essere scaricato da internet.

Passeggiate tra i castagni


Altre zone in cui è piacevole passeggiare tra i castagni sono la collina sopra Biasca (sentiero che porta alla cascata di Santa Petronilla), la collina di Monte Carasso (Curzútt), la valle di Muggio (“sentée da l’albur” tra Morbio Superiore, Caneggio e Bruzella), la Capriasca (“parco del castagno” a Ponte Capriasca e dintorni).

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