Sasso San Gottardo

Musei

Due musei in uno e un’esperienza unica al mondo, che permette di camminare per chilometri nel cuore delle Alpi in gallerie scavate durante la Seconda Guerra Mondiale. Da una parte, il Museo Sasso San Gottardo guarda al passato recente, proponendo la visita alle fortificazioni militari del ventesimo secolo. Dall’altra ci proietta nelle sfide future della Svizzera (e del mondo) con i temi della meteorologia e del clima, nonché quelli della gestione sostenibile dell’acqua, della mobilità, dell’habitat, dell’energia e della sicurezza. Senza dimenticare i meravigliosi cristalli delle Alpi: un unicum!

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Una fortezza nel cuore della montagna


La visita alla storica fortezza Sasso da Pigna è un’esperienza unica, anche perché non ci si muove all’interno di un museo, bensì in un mondo reale e surreale realizzato nelle viscere del San Gottardo. Si inizia percorrendo centinaia di metri in cunicoli per poi giungere a una funicolare scavata nel cuore della montagna che porta alla fortezza vera e propria, situata sotto la vetta del San Gottardo. Questa struttura è una delle più grandi nell’ambito delle fortificazioni del luogo ed è stata operativa dal 1943 al 1999. Fu infatti realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale come elemento del cosiddetto “Ridotto nazionale”, una strategia militare di difesa messa a punto dopo la conquista della Francia da parte della Germania di Hitler.

La fortezza conta due batterie, che coprivano la Leventina, il Passo San Giacomo e la Novena, ognuna munita di due cannoni da 15 centimetri. Si visitano anche i locali che ospitavano, sempre nel cuore della montagna, una guarnigione di 500 uomini, un ospedale con 87 posti letto e magazzini per l’acqua, i viveri, le munizioni e i carburanti che garantivano un’autonomia per alcuni mesi dal mondo esterno.

Uno sguardo alle sfide del futuro


In quella stessa fortezza, parte importante della storia recente della Svizzera, alcuni spazi sono stati destinati alla riflessione sulle sfide future che attendono il nostro paese: i temi della meteorologia e del clima, nonché quelli della gestione sostenibile dell’acqua, della mobilità, dell’habitat, dell’energia e della sicurezza. Ogni tematica viene rapportata alla storia del San Gottardo per poi essere proiettata nel futuro in modo stimolante e suggestivo, ricorrendo a moderne tecniche multimediali. Con stupore si ammirano pure, in un’ampia sala, le meraviglie della natura: straordinari cristalli, unici al mondo per dimensioni e purezza, trovati in una montagna vicino al San Gottardo.

Se avete più tempo…

L’itinerario


Avendo a disposizione un’intera giornata si consiglia una visita sui due versanti, sud e nord, della suggestiva regione del San Gottardo. Prima di partire è bene informarsi se sono annunciate code a una delle due entrate del tunnel e adattare il giro da sud a nord o viceversa per evitare lunghe attese.

Se il portale sud è libero si prosegue lungo l’autostrada, percorrendo il tunnel, si esce a Göschenen e si prosegue per Andermatt. Prima di arrivare in paese si incontra sulla strada il “Ponte del diavolo”, uno dei luoghi più suggestivi del massiccio del Gottardo. Vale la pena di fermarsi al posteggio e di percorrere il breve tragitto circolare indicato su un cartellone, che richiede circa 20 minuti e permette di osservare l’opera dell’uomo nel corso dei secoli per garantire i collegamenti ferroviari e automobilistici attraverso le Alpi. Si noterà un sovrapporsi di ponti di epoche diverse inseriti in un paesaggio eccezionale, dove l’acqua del fiume non scorre tra i sassi, ma scivola via trasparente sulle rocce granitiche.

Si prosegue quindi per Andermatt e il Passo del San Gottardo attraversando un paesaggio lunare. Giunti in vetta, si visita il Museo Sasso San Gottardo e poi si scende verso Airolo percorrendo la vecchia strada a ciottoli (Tremola). Il paesaggio non delude: un'esperienza indimenticabile! Giunti ad Airolo, non si perda l'occasione di gustare e acquistare i formaggi e i prodotti tipici della regione al Caseificio del Gottardo. Per raggiungerlo si seguono i cartelli indicatori per la funivia Airolo-Pesciüm: il Caseificio si trova lì accanto.

Qualora fossero annunciate code al portale sud, si percorre questo itinerario alla rovescia, abbandonando l’autostrada a Quinto (l’uscita prima di Airolo) e poi proseguendo sulla strada cantonale per Airolo e quindi verso il passo seguendo però i cartelli blu per imboccare la vecchia strada (Tremola).

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