Laghetti del San Gottardo

Acqua

Quella che porta ai laghetti del San Gottardo è un’escursione affascinante per la presenza di numerosi e magnifici specchi d’acqua, in cui il cielo e le montagne si riflettono con effetti scenografici. Da effettuarsi preferibilmente in estate o inizio autunno a causa dell’alta quota, la camminata non è difficile ma esige comunque un po’ di allenamento e l’equipaggiamento adatto. Lungo il percorso, che parte dall’Ospizio del San Gottardo (2091 metri), l’incontro con i laghetti dalle acque cangianti, blu o smeraldo, animate da brezze leggere che increspano la superficie, è stupefacente.

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Itinerario: Laghetti del San Gottardo (5h, vedi cartina)


Quella che porta ai laghetti del San Gottardo è un’escursione affascinante per la presenza di numerosi e magnifici specchi d’acqua in cui il cielo e le montagne si riflettono con effetti scenografici. Il percorso che li collega si snoda nella selvaggia bellezza della natura al centro della catena alpina; incorniciato da cime imponenti, è punteggiato da grossi massi granitici adagiati su prati fioriti e sulle sponde dei laghi, quasi a formare un perfetto puzzle.
Da effettuarsi preferibilmente in estate o inizio autunno a causa dell’alta quota, la camminata non è difficile ma esige comunque un po’ di allenamento e l’equipaggiamento adatto.

Il punto di partenza è l’Ospizio del San Gottardo (2091 metri), raggiungibile in automobile (possibilità di parcheggio) o con l’autopostale. Seguendo la segnaletica ufficiale bianco-rosso-bianco che indica Orsino-Realp, si prosegue in direzione della diga del Lucendro il cui lago artificiale è di un colore verde chiaro intenso e molto particolare.
Il primo specchio d’acqua naturale sul percorso è quello di Orsino a 2286 metri: sponde in parte ghiaiose e in parte erbose, di colore blu carico, sembra veramente un occhio spalancato verso il cielo. Poco lontano si scorge una cascina. Proseguendo in salita si può continuare ad ammirare questo stupendo laghetto, mentre già se ne avvicinano altri due, quelli di Orsirora, verdissimo il primo, blu il secondo. Chissà se questi nomi hanno a che vedere con la presenza, in passato, di orsi nella regione?

Due sono anche i laghetti chiamati Valletta (2468 e 2432 m) e poi se ne incontrano altri, dalle acque cangianti, blu o verde smeraldo, che riflettono il cielo e le montagne, e dalle forme bizzarre. Tra il muschio e le rocce, animati da brezze leggere che increspano la superficie, questi specchi scintillanti incantano i visitatori. Bellissimi tutti, sia che si sosti sulle rive, nel silenzio e nella quiete, sia che si ammirino dall’alto.

Flora e fauna alpine accompagnano la camminata e non è difficile incontrare qualche timida marmotta.
La durata dell’intero giro è di circa 5 ore senza le soste.

A complemento della gita si può inoltre visitare il Museo nazionale del San Gottardo, che ricorda l’importanza di questa via di collegamento tra nord e sud attraverso documenti, ricostruzioni e filmati.

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